Cosa sto facendo

Dissesto: un anno perso in ricorsi e fantasie finanziarie. Adesso si risarcisca l’ente.



Tre ricorsi, tre disfatte. Dopo il TAR e il CGA, anche le Sezioni Riunite della Corte dei Conti di Roma, hanno confermato che lo stato di ente dissestato, accertato nel mese di Aprile, è oggettivamente immutabile ed inappellabile.
I numeri del bilancio, purtroppo, parlavano chiaro già lo scorso anno e per primi abbiamo avvisato la condizione di comune dissestato. Per questo siamo stati inascoltati e addirittura derisi. Ora tutti possono rendersi conto che gli inviti dell’opposizione a prendere atto della reale condizione finanziaria del comune, a distanza di tempo  hanno dato ragione. Questo per noi non costituisce certamente motivo di soddisfazione.
Il dissesto finanziario di Ispica è il fallimento dell’Amministrazione Rustico e della sua maggioranza: basta sperperare i soldi dei cittadini in fantasiose consulenze legali, piuttosto non si perda ulteriore tempo  utile a risanare le casse comunali in modo tale da poter continuare a garantire tutti i servizi di pubblica utilità che i cittadini a gran voce richiedono.
Una città dopata e violentata, i cittadini stremati e tartassati, sono la triste realtà di come non bisogna (dis)amministrare un piccolo comune come il nostro.
Per questo, consiglio ed auspico, che il sindaco Rustico e i suoi assessori, facciano un gesto d’amore per la nostra città:  prima risarciscano il comune di circa 25 mila euro tra spese legali e risarcimenti e subito dopo  si dimettano dalle loro cariche vuote di ogni valore e di alcuna credibilità.



*Di seguito è scaricabile la sentenza delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti.






Uffici dell’urbanistica ed edilizia privata condannati alla paralisi dal Sindaco Rustico!




Che il Comune sia ormai allo sbando, è sotto gli occhi di tutti, non solo dal punto di vista finanziario ma anche amministrativo.
L’immobilismo regna ormai sovrano presso tutti gli Uffici: quella del Sindaco Rustico è ormai “ordinaria dis-amministrazione”!
L’ultimo (scandaloso) esempio delle inefficienze che siamo costretti a subire, si è consumato solo pochi giorni addietro quando, con l’ordine di servizio n. 38 del 2 Settembre 2013, l’unico dipendente addetto all’istruttoria tecnica presso l’Ufficio Urbanistica, è stato assegnato all’Ufficio Lavori Pubblici e Manutenzione, ufficialmente per smaltirne l’eccessivo carico di lavoro.
Una scelta davvero “folle” se si considera che, ad oggi, sono diverse centinaia le richieste di cittadini, di imprese e di tecnici, accatastate nell’Ufficio Urbanistica in attesa di ricevere risposta.*
Chi si occuperà a questo punto di istruire le pratiche per il rilascio delle autorizzazioni a costruire, dei certificati di destinazione urbanistica e di agibilità, delle concessioni o delle conformità urbanistiche?
Ce lo spieghi il nostro Sindaco con delega al personale, visto che i due dipendenti rimasti in organico, si occupano di contenzioso edilizio e di sanatoria e hanno già un carico di pratiche inevase che supera il migliaio!**
Chi pagherà i danni di questa empasse burocratica a cui l’attuale amministrazione ha condannato un settore, quale appunto quello dell’edilizia, già di per sé in forte crisi?
Questa vicenda è solo l’ennesima dimostrazione di come l’amministrazione Rustico sia più dedita a soffocare (a volte anche con metodi poco consentiti) le voci di chi, utilizzando legittimamente gli strumenti della democrazia, esprime il proprio dissenso, piuttosto che ad occuparsi dei reali problemi del Comune.
Il nostro augurio a questo punto, è che la maggioranza inizi a riflettere e a riconsiderare le proprie posizioni, aprendosi al dialogo con l’opposizione.
Solo così si potrà uscire dalla situazione di caos in cui ormai versa la nostra Città.
Il sindaco prenda atto del totale fallimento della sua Amministrazione e si adoperi per la ripresa di un Comune alla deriva.
Iniziando a questo punto proprio dall’Ufficio Urbanistica, il cui organico deve essere tempestivamente ricostituito.


*Dai dati in mio possesso circa 300 pratiche sono ancora da istruire o necessitano di una ulteriore integrazione.

** Dai dati in mio possesso circa 700 sono le pratiche di contenzioso edilizio da evadere e circa 400 quelle di sanatoria.

TAR Catania: delibera del Consiglio legittima e corretta.




Il Tar di Catania ha respinto il ricorso del Sindaco Rustico contro la Deliberazione della Corte dei Conti n. 28 del 2013, con la quale la Sezione di Controllo della Magistratura Contabile aveva dichiarato il dissesto finanziario del Comune di Ispica. La stessa iniziativa il Sindaco aveva rivolto contro la delibera n.41/ 2013 del Consiglio Comunale, con la quale a maggioranza i consiglieri comunali di opposizione avevano preso atto della decisione della Corte dei Conti, e contro la stessa diffida ad adempiere trasmessa dal Prefetto di Ragusa.

Il Tar Catania, dichiarando inammissibile il ricorso per difetto di giurisdizione, ha anche precisato che “ i provvedimenti del Prefetto e del Consiglio comunale costituiscono atti vincolati, privi di alcun margine di autonoma discrezionalità, poiché conseguenti, per espressa previsione legislativa, all’accertamento contenuto nella delibera della Corte dei Conti ”.
Pertanto al Sindaco ritornino in bocca i suoi insulti. Il terrorismo da lui esercitato dentro e fuori il  Consiglio Comunale era solo l’ultima arrogante espressione del suo fallimento e del tentativo di nasconderlo.
I Consiglieri di opposizione di Cantiere Popolare, di Libertà e Buon Governo, di Sviluppo e Solidarietà e l’indipendente Lauretta, avevano ragione. Se non avessero votato prendendo atto della decisione della Corte dei Conti, il Consiglio Comunale sarebbe stato sciolto, e il Sindaco, responsabile del dissesto, sarebbe rimasto in carica senza l’incomodo del Consiglio.
L’immagine di Ispica, sempre più schiacciata sotto il peso degli errori di Rustico, merita un riscatto. I dipendenti comunali senza regolare stipendio, i lavoratori senza lavoro, le ditte ed i fornitori non pagati, i locali pubblici danneggiati dallo spropositato aumento delle tasse sul suolo pubblico, i professionisti abbandonati, gli artigiani senza Piano Regolatore, la costa senza spiaggia, il Comune senza sede, la Piazza senza chiosco, la Cava d’Ispica senza turisti, oggi rappresentano la realtà triste e senza precedenti di una città violentata dalle continue prevaricazioni di un Sindaco incapace ed inetto. La sua crociata contro tutto e tutti non soltanto lo ha isolato ma rischia di isolare la città.
Chiamiamo a raccolta tutti i cittadini affinchè, facendo quadrato attorno alle forze di opposizione, possano indurre il sindaco ad un sano gesto di responsabilità.


In allegato la sentenza del Tar di Catania.

Allegati:
Scarica questo file (SentenzaTar.pdf)SentenzaTar.pdf[ ]

L’Opposizione al lavoro mentre l’Amministrazione tace.




Il silenzio dell’Amministrazione durante la seduta dell’ultimo consiglio comunale di martedì 9 Luglio è un segnale preoccupante. Specialmente perché si sono affrontanti diversi problemi e argomenti che riguardano tutta la città: l’attuale stato in cui versa il Cimitero comunale, la concessione gratuita dell’Oasi dell’Anziano riconosciuta a privati, la trasformazione del diritto di superficie in diritto di piena proprietà per le cooperative edilizie, la mancata apertura del chiosco di Piazza Unità d’Italia e i mancati introiti dalla raccolta differenziata dell’alluminio.
Nonostante l’urgenza e l’importanza degli argomenti trattati, il Sindaco e la sua Giunta hanno deciso volutamente di tacere, non comunicando nessuna informazione utile e sottraendosi al civile e democratico confronto nei riguardi del Consiglio e della città. Invece le poche (e confuse) affermazioni sostenute dall’amministrazione sono state contraddistinte dal solito atteggiamento superbo e minaccioso.
Malgrado l’evidente atteggiamento ostruzionistico subito, come opposizione non abbiamo voluto ulteriormente ed inutilmente polemizzare con l’Amministrazione e con il Sindaco, volendo piuttosto concentrarci sugli atti concreti da sottoporre al giudizio del Consiglio.
Abbiamo preso atto dei troppi disagi e delle gravi criticità in cui versa il cimitero comunale e dato indirizzo all’amministrazione di attivarsi urgentemente al fine di ripristinare l’agibilità degli uffici, della camera mortuaria e del locale custode, così come da anni segnalato dai tecnici della prevenzione dell’ASP di Ragusa; di procedere alle esumazioni ordinarie e alle estumulazioni straordinarie richieste dalle Società di Mutuo Soccorso di Ispica; di predisporre gli atti necessari per la costruzione di nuovi colombari comunali, al fine di sopperire alla mancanza di loculi; di procedere all’assegnazione dei suoli, dei manufatti liberi e delle tombe  in disuso o abbandonate.
Riguardo la concessione in comodato d’uso dell’aria comunale denominata Oasi degli Anziani, abbiamo constatato che non si evincono né le ragioni di interesse pubblico della concessione in ordine alle finalità dell’atto deliberativo né viene utilizzata nessuna procedura normativa circa la individuazione del concessionario, e per questo abbiamo dato indirizzo alla giunta di revocare la deliberazione n. 53 del 6.6.2013.
La proposta inerente la trasformazione del diritto di superficie in diritto di piena proprietà, finalizzata a promuovere il riscatto del suolo in favore dei concessionari quali singoli proprietari superficiari assegnatari dalle cooperative edilizie convenzionate e le singole cooperative edilizie in diritto di superficie, è stata rinviata al proponente ufficio urbanistica in quanto insufficiente e incompleta relativamente alla normativa di riferimento.
In seguito, abbiamo dato indirizzo alla Giunta affinchè provveda, in tempi celeri,  all’ apertura del nuovo chiosco di Piazza Unità d’Italia, mantenendo la destinazione di utilizzo del precedente chiosco.
Infine, sull’interpellanza relativa la raccolta differenziata abbiamo ascoltato il sindaco rispondere e confermare (ahimè) le perplessità descritte: ovvero il mancato introito di quasi 4 anni di raccolta differenziata di alluminio. Se non avessimo noi attenzionato tutto ciò, chi lo avrebbe fatto? Com’è possibile che nel 2013 un’amministrazione che si definisce efficiente e moderna, dopo quasi 4 anni non abbia mai verificato e tracciato tutto l’alluminio differenziato dai cittadini? Quali sono le ragioni per le quali  l’Amministrazione comunale non ha ancora intrapreso le azione utili per riscuotere tali crediti derivanti dalla raccolta e consegna di tale materiale? Ma soprattutto, dove si trova tutto l’alluminio raccolto?
A questi, e ad altri, interrogativi nessuno si è degnato di dare risposta.
Mai Ispica si è ritrovata in una situazione illogica e paradossale come questa.

In allegato trovate i documenti votati in Consiglio

Ispica, amministrazione a trasparenza zero!




Grande performance martedì sera in Consiglio Comunale dei consiglieri di  maggioranza e del sindaco Rustico, che volutamente hanno chiuso i lavori consiliari facendo mancare il numero legale della seduta con ancora molti punti all'ordine del giorno come l’apertura e la gestione del chiosco di Piazza Unità d’Italia, il piano triennale delle OO.PP.,l’interpellanza sulla raccolta differenziata, un piano di lottizzazione, una mozione e la sostituzione di un componente della commissione bilancio.
Motivo dell’indecente atteggiamento? La trattazione del punto sulla “trasformazione del diritto di superficie in diritto di piena proprietà”: ebbene si, su un argomento così importante per centinaia di cittadini e famiglie ispicesi, per di più proposto dalla stessa amministrazione comunale, la maggioranza in totale confusione di idee e per puro ostruzionismo, decide di far mancare il numero legale “ordinando” alle signore colleghe consiglieri Patrizia Lorefice e Pina Donzello di uscire dall’aula.
Un caso? Non crediamo. Piuttosto pensiamo che sia stata l’ennesima squallida condotta per sfuggire al democratico e civile confronto del Consiglio comunale. Infatti, dopo la presentazione di una mozione che invitava l’ ufficio competente a voler considerare e verificare le normative e le leggi che disciplinano la materia oggetto del punto in discussione, alcuni consiglieri al fine di avere maggiore contezza degli aspetti tecnici-legali, abbiamo chiesto al Responsabile dell’Ufficio proponente di ricevere dei chiarimenti in merito ai riferimenti normativi citati dalla mozione. Dunque abbiamo assistito alla sagra delle scuse e delle sterili astuzie: il responsabile dell’Ufficio piuttosto di entrare nel merito dei chiarimenti richiesti, ancora una volta si presta a coprire il fianco all’amministrazione, invocando di non aver avuto il giusto tempo per poter approfondire le norme citate dalla mozione.
Purtroppo i fatti sono altri e ci dispiace continuare ad assistere a questi episodi, dai quali né il Comune né i cittadini hanno tratto alcun beneficio. Volendo uscire da ogni logica degli schieramenti politici presenti, non è concepibile ed accettabile che ancora nel 2013 in Consiglio comunale, organo elettivo e rappresentativo della città, convocato per deliberare, non venga garantito il proprio diritto-dovere di discutere e confrontarsi in modo sereno e civile.
Tutto questo grazie all’attuale amministrazione e agli ingenui e ignari consiglieri che ancora la sostengono: un’amministrazione comunale che è attenta solamente a nascondere a tutti i cittadini, le tante vere problematiche.
Un’amministrazione che non vuole comprendere il vero significato delle parole democrazia, confronto e trasparenza. D'altronde la classifica stilata dal sito governativo magellanopa.it purtroppo certifica che ispica è un comune a trasparenza zero! La classifica pone Ispica al 4356° posto su un totale di 7078: solo 6 dei 42 criteri di trasparenza sono stati rispettati. Ci precedono anche i vicini comuni di Pozzallo, Scicli, Ragusa, Comiso, Noto e Rosolini.
Ancora una volta il sindaco Rustico e i suoi seguaci danno prova di prepotenza, inefficienza e pessima gestione della cosa pubblica.

C’era una volta Ispica…