Cosa sto facendo

La nostra iniziativa è nata chiedendo e proponendo innovazione, equità, trasparenza e rinnovamento. Questo era e rimane lo spirito di‪#‎CambiamoDavveroIspica‬


Il movimento civico “CambiamoDavveroIspica” dopo il risultato ottenuto nella tornata elettorale delle amministrative 2015 con l’elezione di un consigliere comunale nella persona di Massimo Spataro, oggi continua a crescere, appassionando e coinvolgendo diverse nuove adesioni di cittadini e simpatizzanti. Infatti, il movimento si è riunito costituendo il coordinamento cittadino che all’unanimità dei suoi componenti ha riconosciuto in Paolo Monaca il ruolo di coordinatore. Da sempre appassionato di politica, di pubblica amministrazione e sensibile ai temi sociali, già consigliere comunale dal 2010 al 2015, è stato candidato sindaco nelle ultime elezioni comunali, registrando, con il 43% dei consensi (3.198 voti) un diffuso apprezzamento personale in città.

Ispica un comune da salvare!




Qui non è più questione di politica, ma solo di legalità ed onestà.
Certi amministratori farebbero meglio a fare un passo indietro e chiedere scusa alla città per l’incalcolabile danno arrecato all’economia dei cittadini ispicesi.
Perché vi ostinate ancora a (dis)amministrare con arroganza ed incompetenza? Per quale ragione state aggravando la posizione debitoria dell’ente? Perchè state coinvolgendo ignari dirigenti? Per quanti decenni volete condannare  i cittadini a pagarne le conseguenze?
Per anni avete sperperato milioni di euro in feste, sagre, scempi ambientali e compari. Ripetutamente avete confezionato bilanci palesemente gonfiati e falsi con l’avallo inconsapevole (o consapevole?) di funzionari, revisori dei conti ed (e)sperti. Non contenti di ciò continuate  con la vostra concezione di  politica fatta di minacce e ingiustizie (è notizia di questi giorni lo sciopero della fame intrapreso dalla famiglia Milana sui fatti riguardanti il chiosco della piazza) cercando di buttare fango su chi ha operato nel rispetto della legalità, della trasparenza, tutelando e difendendo i veri bisogni dei cittadini.
Oggi la Corte dei Conti, chiedendo una serie di atti conseguenti alla dichiarazione del dissesto, ha informato il comune di Ispica del presunto danno erariale causato dagli amministratori.
Cos’altro volete che accada? Cos’altro deve ancora subire questo paese stanco, deluso e  martoriato da tasse indecenti e servizi pubblici scadenti? Non vi rendete conto che più vi muovete più affondate?
E come se questo non bastasse, i nostri amministratori bancarottieri senza colpo ferire, con un atteggiamento che definire incosciente è dir poco, hanno chiesto un ulteriore mutuo di € 5.187.214,62 che ancora pagheremo noi cittadini ispicesi. Cifra esagerata, scommettiamo che finisce come i famosi 12MILIONI€ del D.L. 35 per i quali è stata rilasciata dal Comune una falsa dichiarazione? Per quanto tempo ancora volete trovare sempre il comodo escamotage per poter giustificare ogni tipo di spesa?
Oggi Ispica vive nel limbo, una sorta di terra di nessuno: è fallita ma non trova la strada del risanamento. Di queste cose dovrebbe occuparsi la buona politica. Infatti come opposizione vi abbiamo sempre invitato al confronto, alla prudenza e al buon senso. Fermatevi, tornate dalle vostre famiglie, rasserenatevi  e provate a chiedere ai cittadini cosa pensano e di cosa hanno bisogno.
Perché volete lasciare solo macerie sulle teste delle persone? Dopo aver distrutto una città, state distruggendo il futuro di noi giovani e delle nuove generazioni.
Prima si chiuderà questa fallimentare esperienza amministrativa, prima la città potrà serenamente affrontare le  questioni più urgenti come il bilancio risanato, il PRG per troppo tempo chiuso nei cassetti, l’eliminazione delle attuali consulenze personali, la vicenda del personale dipendente, la salvaguardia dei servizi pubblici indispensabili, la restituzione di somme che ogni giorno stanno generando centinaia di migliaia di euro di interessi oppure l’irrazionalità e l’antieconomicità di un servizio di Raccolta Rifiuti secondo il quale più si differenzia più si paga.
La parte sana della società civile ha l’obbligo di unirsi per iniziare a ricostruire dalle macerie che l’attuale amministrazione ci sta lasciando.

*In allegato trovate la nota del  danno erariale trasmessa dalla Corte dei Conti.

 






La triste realtà del dissesto finanziario del Comune di Ispica: debiti a quota 28 milioni!!



Stamani ho appreso che la Commissione Straordinaria di Liquidazione del Comune di Ispica con nota prot. 0018802 del 18.07.2014, ha trasmesso l'elenco dei debiti (massa passiva) aggiornati al 31.12.2012, stimati in € 28.012.915,79.

Solo questo serve a smentire tutte le menzogne, diffuse a mezzo stampa dai consiglieri comunali del NCD e del PD ispicese, secondo i quali il dissesto finanziario di Ispica poteva essere annullato con una fantasiosa ed illegale delibera consiliare. 
Ritornano al mittente le infamie a suo tempo diffuse contro chi, come il sottoscritto ed altri colleghi consiglieri di opposizione, ha sempre operato nella legalità per il bene dei cittadini, dei dipendenti comunali, degli artigiani e dei contribuenti. 
Invece chi cercava giustificazioni per il voto espresso favorevolmente alla delibera di annullamento del dissesto finanziario, nascondendosi dietro i sentimenti di amore e generosità verso Ispica e gli ispicesi, al fine di racimolare qualche voto in più nella futura competizione elettorale, adesso deve spiegare ai cittadini che i € 28 milioni di debiti sono una triste realtà, mentre sono solo menzogne e propaganda elettorale gli attacchi verso chi, rispettando la legge, ha preso atto e fatto emergere la vera situazione debitoria del comune di Ispica.
Ma i cittadini sapranno giudicare e ricompensare sia chi ha amministrato e ha svuotato le casse comunali, sia chi invece di vigilare ha pensato bene di coltivare solo il proprio orticello elettorale.
Perché i problemi non vanno nascosti ma affrontati.
Perché la politica del Palazzo è una politica morta, e noi questa città la dobbiamo far rinascere.


*Si allega la nota prot. n. 0018802 del 18.7.2014, richiesta e ricevuta dalla Commissione Straordinaria di Liquidazione del Comune di Ispica.
E' a disposizione di tutta la collettività.
Perchè i cittadini di Ispica hanno il diritto di conoscere i debiti che saranno chiamati ad estinguere.

Le verità nascoste sul dissesto finanziario del comune di Ispica




Cresce il mio sgomento nel leggere gli svariati commenti e comunicati diffusi in merito ai fatti accaduti durante l’ultima seduta del consiglio comunale, chiamato ad esprimersi sulla possibilità di procedere all’annullamento della delibera con cui è stato dichiarato il dissesto finanziario del Comune di Ispica.
Resto allibito di fronte al fatto che neppure dinnanzi a una situazione di estrema gravità come quella che sta vivendo la nostra città, non si avverta l’esigenza prioritaria di informare correttamente i propri concittadini e di agire secondo legalità e correttezza.
A quanto pare, ad alcune forze politiche appare più proficuo creare illusioni, cavalcando l’onda della demagogia, spacciandosi per pseudo salvatori della patria.
Perché questo è ciò che stanno facendo i miei colleghi consiglieri del PD e del NCD, ingenerando la falsa credenza che ad Ispica il dissesto poteva essere annullato e soprattutto che chi, come me, ha votato contro l’annullamento, lo abbia fatto perché non ha a cuore gli interessi del nostro Comune o, peggio, per misere beghe personali.
Ancora più grave è che si voglia spacciare per coraggioso quello che invece è un atteggiamento di mero opportunismo, il cui unico obiettivo è quello di ottenere consensi screditando gli avversari politici.
Il dissesto non piace a nessuno, questo è certo. Né tantomeno qualcuno avrebbe pensato di opporsi alla possibilità di annullarlo ove ciò fosse stato possibile.
La verità è un’altra e onesto è chi ha il coraggio di raccontarla, nonostante non sia quella gradita alla maggioranza.
Lunedì sera, in sede di consiglio comunale, c’è stato un lungo confronto sulla possibilità di annullare la dichiarazione di dissesto del Comune, si è discusso sulla procedura e si sono verificati i margini di fattibilità.
Dinnanzi alle argomentazioni che ostano a tale annullamento, nessun consigliere del PD o del NCD ha opposto le proprie osservazioni contrarie, nessuno ha preso il microfono per smentire uno solo dei tanti documenti citati per dimostrare l’impossibilità giuridica di annullare la dichiarazione di dissesto. Nessun dirigente ha preso la parola e in un altrettanto silenzio imbarazzante si è chiuso il Segretario comunale, che della legalità dovrebbe essere il garante. Quanto al Sindaco, si è limitato a recitare il solito e ripetitivo discorso di routine.
In altre parole, nessuna argomentazione è stata addotta a sostegno del legittimo annullamento del dissesto.
Perché in effetti a nessuno sembra interessare se tale annullamento sia possibile o meno.
Del resto, perché dovrebbe importare? Potremmo intanto adottare la soluzione più “gradevole” e lasciare che le conseguenze ricadano su chi verrà dopo di noi.
Insomma, agire come si è fatto sino ad ora.
Noi però non ci stiamo. Noi non vogliamo seppellire la verità. Anche a danno del nostro indice di gradimento. Perché i problemi non vanno nascosti ma affrontati.
Ecco perché io ed altri colleghi consiglieri abbiamo proposto di richiedere un parere alla Corte dei Conti affinché fosse proprio tale organo, unico competente per legge in materia di dissesto finanziario, a chiarire se e come al Comune di Ispica si possa procedere all’annullamento proposto dall’amministrazione.
Per evitare di agire contro la legge, costringendo il Comune a nuovi e dispendiosi contenziosi, i cui effetti negativi ricadrebbero, badate bene, non sugli “impavidi consiglieri” che hanno votato a favore dell’annullamento bensì sui cittadini.
Una proposta che però non ha trovato alcun favore nella maggioranza e nei colleghi del PD, forse perché tutti già consapevoli di quale sarebbe stata la risposta al quesito!
I miei colleghi del PD e del NCD, al contrario, vogliono solo dimostrare che tra i consiglieri ci sono i buoni e i cattivi e che noi saremmo i cattivi perché gridiamo che il Comune di Ispica ha un ammontare di debiti che supera i 25 milioni di euro, che solo nell’anno 2013 ci sono fatture non pagate per oltre 2 milioni di euro, che la Cassa Depositi e Presiti ha revocato un finanziamento precedentemente erogato al Comune, di 12 milioni di euro, perché venuta a conoscenza di una falsa dichiarazione resa dall’Ente che attualmente stiamo pagando 700 euro al giorno di interessi perché non abbiamo provveduto alla loro restituzione.
Noi però pensiamo che la verità vada raccontata. Anche se non è piacevole. E che i problemi vadano risolti percorrendo le vie della legalità. Altrimenti non esisteranno soluzioni ma solo “inefficaci accomodamenti”. E non potremo garantire alcun futuro alle generazioni successive.
La dichiarazione del dissesto imposta dalla Corte dei Conti non deve essere considerata come una vergogna bensì come uno strumento di risanamento. La vera vergogna dovrebbe provarla chi è responsabile dei debiti che hanno portato al dissesto.
La partita che ora dovremmo giocare tutti è quella che ci consentirà di ripartire dal dissesto.
Basta gettare fango solo per apparire i migliori.
Basta costruire il proprio consenso sulle menzogne.
Non è di questo che Ispica ha bisogno.

Ispica, bocciata proposta di diretta streaming delle sedute del consiglio comunale.

 

L’amministrazione Rustico grazie ai voti di “Libertà e Buon Governo” e all’assenza del “PD” respinge la proposta della diretta streaming del Consiglio comunale per una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa.

Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Ispica, è stata esaminata la proposta di modifica del vigente regolamento per consentire la diretta streaming delle sedute consiliari.
Ancora una volta l'amministrazione comunale ha messo in campo il meglio del proprio ostruzionismo affinchè venisse dichiarato il parere contrario di regolarità contabile, adducendo che tale proposta sarebbe incompatibile con lo stato di ente dissestato.
Tutto falso e pretestuoso col solo scopo di avere tecnicamente l'alibi per poter motivare il voto contrario. Infatti aggiornare il regolamento non significa deliberare un impegno di spesa ma prevederne la possibilità regolamentando un servizio, che se approvato poteva essere a breve attivato con l'imminente trasferimento dell'ente presso la storica sede di palazzo Bruno. Servizio reso di fatto a costo zero, in quanto necessita semplicemente di una connessione internet (che a palazzo Bruno ci sarà), di un computer (anch'esso già in possesso dell'ente), di una telecamera (di un valore di 150 euro), dell'impianto audio (già in possesso dell'ente) e della presenza di un dipendente comunale (che già l'ente adopera per l'assistenza audio durante le sedute consiliari). Piuttosto l'amministrazione comunale perchè non spiega come mai il comune di Avola (col piano del predissesto bocciato dalla Corte dei Conti) o il comune di Rosolini (ente con forti deficit strutturali) abbiano attivato il servizio della diretta streaming a costo zero? O peggio, l'amministrazione comunale perchè ha dilapidato 2mila euro per il contributo all' "Associazione Nazionale Città del Vino" che sicuramente non è un servizio pubblico indispensabile?
L'attuale maggioranza a trasparenza zero, ancora una volta si dimostra un fedele complice di chi vuole tenere all'oscuro i cittadini dalle proprie azioni politiche ed amministrative.
Discorso diverso per l'opposizione. L'assenza dei consiglieri del PD, tra l'altro primi firmatari di un emendamento a conferma della validità della nostra proposta di diretta audio-video, è stata inaspettata: sarebbe bastato semplicemente informare dell'assenza i gruppi di opposizione o almeno i cofirmatari dell'emendamento, per evitare ciò che poi è accaduto.
Inoltre, la città intera ringrazierà l'operato e la coerenza dei consiglieri di "Libertà e Buon Governo": aver determinato con il loro voto contrario insieme alla maggioranza Rustico la mancata approvazione della proposta motivandola che già il vigente regolamento prevede la diretta radio-televisiva. Peccato che la diretta radio-televisiva risulta molto onerosa soprattutto in questi anni di crisi, e comunque attendiamo dai consiglieri di "Libertà e Buon Governo" che comunichino alla cittadinanza quante volte è stata trasmessa la diretta dei lavori consiliari negli ultimi 10 anni. Mai!
Il ricorso illegittimo ai pareri di regolarità tecnica/contabile, che molto spesso nulla hanno a che vedere nel merito delle proposte, trova facile alibi per impedire l'approvazione di iniziative evidentemente scomode alla maggioranza e da oggi anche a parte dell'opposizione. Noi a questa indecenza ed abusi non vogliamo rassegnarci e continueremo a portare avanti tutte quelle azioni volte ad agevolare ed informare i cittadini sull'operato politico ed amministrativo dei loro rappresentanti. Nessuno escluso!
Ancora di più ci impegneremo affinchè tra non molto la trasparenza e la legalità ritorneranno nuovamente ad Ispica.
Ne abbiamo davvero bisogno.


*In allegato potete consultare la proposta respinta.